Un calciatore vuole migliorare il passaggio col piede meno usato. Un altro controlla bene il pallone negli esercizi, ma perde sicurezza appena un avversario si avvicina. Entrambi chiedono un lavoro sulla tecnica; le situazioni da affrontare, però, sono diverse.
La scelta tra allenamento individuale e piccolo gruppo parte dall’obiettivo. Il lavoro uno a uno permette di approfondire un dettaglio personale; il gruppo aggiunge relazioni con compagni e avversari. Per capire quale modalità valutare, è utile descrivere dove compare la difficoltà.
ER7, il progetto di Gigi Erbaggio, propone entrambe le possibilità per calciatori già inseriti in una squadra. Il primo confronto serve a mettere in relazione caratteristiche, livello e obiettivo del giocatore.
In breve: parti da una situazione concreta, considera quale attenzione richiede e quali elementi di gioco devono essere presenti. Poi valuta il formato con l’allenatore, insieme agli impegni già esistenti con la squadra.
Che cosa cambia tra le due modalità?
Nel lavoro individuale l’osservazione è concentrata sul singolo atleta. C’è spazio per fermarsi su come prepara un gesto, provare una modifica e ricevere un’indicazione legata a quella difficoltà.
Nel piccolo gruppo il giocatore deve interagire con altri: cercare un appoggio, leggere una pressione, scegliere dove muoversi o adattarsi alla decisione di un compagno. L’attenzione personale resta utile, ma il compito comprende più relazioni.
| Aspetto da valutare | Allenamento individuale | Piccolo gruppo |
|---|---|---|
| Domanda di partenza | Come eseguo e preparo questo gesto? | Come uso il gesto quando il gioco cambia? |
| Osservazione | Dettagli del singolo giocatore | Dettagli personali dentro relazioni con gli altri |
| Possibili compiti | Ricezione, appoggio, coordinazione o conclusione mirati | Appoggi, opposizione, combinazioni e scelte condivise |
| Adattamento | Richiesta costruita sul singolo | Compiti compatibili con le caratteristiche dei partecipanti |
| Informazioni utili al confronto | Ruolo, livello e difficoltà specifica | Gli stessi elementi, insieme al tipo di situazione da riprodurre |
La tabella offre un orientamento, non una divisione rigida. Anche un lavoro uno a uno può includere scelte e opposizione dell’allenatore; un gruppo può dedicare attenzione a un dettaglio esecutivo.
Quando valutare un allenamento individuale
Il lavoro personale può essere utile se la difficoltà richiede osservazione ravvicinata e un compito adattato al tuo modo di giocare. Per esempio, puoi voler capire perché il passaggio parte spesso impreciso o perché una ricezione ti lascia in una posizione scomoda.
In questo caso la domanda riguarda la preparazione e l’esecuzione. Il confronto può aiutare a individuare su quale elemento intervenire: primo tocco, appoggi, orientamento del corpo o dosaggio del contatto.
Un buon riferimento è la chiarezza del feedback. Alla fine del lavoro dovresti poter riconoscere il dettaglio su cui ti sei concentrato e una situazione in cui provare a ritrovarlo.
Se vuoi comprendere più in generale quando un lavoro personale può aiutare, consulta la guida alle lezioni private di calcio.
Quando valutare un piccolo gruppo
Può succedere che un passaggio riesca quando il compagno resta fermo, mentre diventi difficile se l’appoggio si muove o un avversario chiude la linea. La richiesta tecnica cambia insieme alle informazioni da leggere.
Il gruppo permette di inserire queste relazioni. Devi riconoscere chi è disponibile, prepararti a ricevere, capire quando il passaggio è possibile e trovare un’altra soluzione se si chiude.
Anche la conduzione assume un significato diverso: portare il pallone in uno spazio libero richiede una scelta che un percorso già deciso tra riferimenti fissi non riproduce completamente.
Per un lavoro pertinente, però, il gruppo va costruito con criterio. ER7 descrive una composizione basata su età, livello e obiettivi compatibili. Essere amici o disponibili nello stesso orario può facilitare l’organizzazione, ma non basta a definire un compito adatto a tutti.
Tre esempi per preparare una richiesta
«Vorrei usare meglio il piede meno sicuro»
Chiarisci quale gesto ti mette in difficoltà. Se non riesci ancora a dosare un appoggio semplice, può essere utile approfondire il contatto e la preparazione. Se il gesto riesce ma lo eviti quando c’è pressione, la richiesta comprende anche scelta e contesto.
Puoi partire dalla guida su come migliorare il piede debole nel calcio e portare al confronto un episodio specifico.
«Perdo palla appena ricevo»
Racconta dove e come succede: sulla fascia, spalle alla porta, con un passaggio forte oppure quando non hai visto l’avversario. La stessa frase può descrivere problemi diversi.
Un lavoro individuale può approfondire la ricezione; una situazione con altri giocatori può aiutare a osservare cosa cambia con appoggi e pressione. Il formato dipende da ciò che emerge, non soltanto dal nome del fondamentale.
«Non so quando dribblare o passare»
Qui la scelta è parte centrale della richiesta. Per discutere il lavoro, indica cosa tendi a fare e cosa vedi nell’azione: affronti sempre il difensore, cerchi subito un compagno o esiti fino a perdere lo spazio?
Il confronto con compagni e avversari offre informazioni utili, mentre un approfondimento personale può riguardare il gesto che ti limita. I due aspetti possono essere collegati nel percorso.
Questi esempi non sono prescrizioni né descrizioni di sedute ER7 già programmate. Servono a rendere la richiesta più precisa.
Si possono collegare individuale e gruppo?
Sì, le modalità possono rispondere a esigenze diverse nello stesso percorso. Un dettaglio osservato individualmente può essere riprovato in una situazione con altri giocatori; una difficoltà emersa nel gruppo può diventare il punto da approfondire personalmente.
L’importante è mantenere riconoscibile l’obiettivo. Se lavori sul passaggio, chiediti quali informazioni aggiunge il nuovo compito: il compagno si muove, il difensore si avvicina oppure il tempo disponibile diminuisce?
Non serve stabilire in anticipo una proporzione fissa tra le modalità. Organizzazione e disponibilità vanno definite nel confronto, tenendo conto del giocatore e degli impegni con la squadra.
Le domande utili per calciatori e genitori
Prima di decidere, raccogli poche informazioni concrete:
- In quale situazione compare la difficoltà?
- Il gesto è difficile anche senza pressione o soprattutto quando interviene un avversario?
- Quale dettaglio vorrei rendere più affidabile?
- Quali allenamenti e partite sono già previsti?
- In quale zona posso organizzarmi per il lavoro?
Puoi poi chiedere all’allenatore perché propone una modalità, quali elementi osserverà e come il dettaglio verrà collegato al gioco. Sono domande che aiutano a capire il percorso, senza dover scegliere una formula soltanto sulla base del numero di partecipanti.
Per i genitori, la difficoltà raccontata dal ragazzo è un punto di partenza utile. L’obiettivo va espresso in modo comprensibile, lasciando spazio alle sue osservazioni e al confronto tecnico.
Domande frequenti
Il piccolo gruppo equivale all’allenamento con la squadra?
Sono contesti diversi. La squadra comprende obiettivi collettivi e organizzazione del gioco; un piccolo gruppo può approfondire situazioni specifiche mantenendo attenzione ai singoli partecipanti.
Devo trovare io altri giocatori per partecipare?
Chiedi direttamente a ER7 come viene organizzata la proposta e quali compatibilità vengono valutate. Non dare per scontato che serva presentarsi con un gruppo già formato.
Il lavoro individuale garantisce progressi più rapidi?
Una maggiore attenzione al singolo offre possibilità di osservazione e adattamento. I progressi dipendono però da diversi elementi e vanno verificati nel gioco: il formato, da solo, non garantisce tempi o risultati.
Dove si svolge il percorso ER7?
Il sito indica Milano, Piacenza, Parma e il Nord Italia come aree di riferimento. Il campo viene concordato in relazione alla zona e al lavoro da organizzare.
Valuta il percorso con Gigi Erbaggio ed ER7
Negli allenamenti individuali ER7 trovi gli ambiti tecnici e le modalità presentate dal progetto. Puoi approfondire anche il metodo di Gigi Erbaggio, basato su osservazione, obiettivo, allenamento e feedback.
Scrivi a ER7 per valutare il tuo obiettivo, indicando ruolo, contesto sportivo, zona e situazione da affrontare. Per un atleta minorenne, il primo contatto deve essere effettuato da un genitore o tutore.

